Archive for the ‘Public administration’ Category

Oh no, not again

Thursday, June 26th, 2008

For the benefit of our nation and of search engines: today’s editorial comment from the Financial Times says in english what less than half Italians think.

In the meanwhile, WALL-E is coming to tidy up Naples.

Naples trash crisis becomes a BBC english lesson

Wednesday, January 16th, 2008

Yes, I’m Italian. Not really proud of it, expecially in the last weeks. Not really interested in my country’s problems. Not willing to listen to bad news.

As you have read, one of the favourite landing for tourists, Naples, has replaced monuments and sea with waste mountains. You may ask “how can all this waste come from nowhere?”. Indeed, what you may see as a contingent problem, has been a problem for almost a year.

The ironic part is that such story, which the stupid italian politicians fear to damage Italy’s image, has become a “BBC Learning English” lesson.

Willing to find answers to questions such as “how?” or “why?”. Then you have just found a new book for your bookshelf.

Critical Mass invades the metro

Sunday, December 23rd, 2007

Critical Mass Torino has tried several times to get its bikes into the metro wagons, but GTT (the Torino metro administrator) doesn’t allow that. Each time we’ve tried, the speakers said “All the trains won’t start, until every bike will get out of the station”.

This time (on thursday) we went a bit further: we wanted to eat some panettone and drink some sparkling wine in the station without making the admins angry. So we carried our bikes near the ticket machines, we didn’t cross the turnstiles and we greeted at the security cameras while having our christmas party.

The admins liked the idea: they greeted us back when we arrived and they wished us a merry christmas when we left! I think we are somehow becoming friends. Who knows, maybe someday the GTT admins will understand that we will really appreciate the possibility to get our bikes into their metro: at least during winter, crossing the city in a warm place and let our bikes care about the short remaining distances is definitely a good thing.

This video shows us packing things up and receiving the leaving greetings from the admins.

Ricorso al TAR: prima vittoria

Monday, January 29th, 2007

L’Associazione Software Libero ha ricevuto dal TAR parere positivo sulla possibilità di impugnare un bando di gara, emesso all’inizio dello scorso anno, che prevedeva l’accesso solo a quei rivenditori Microsoft riconosciuti (da Microsoft) come Large Account Reseller.

E’ una prima sentenza molto importante, come scrive il presidente dell’associazione nel comunicato stampa,

in quanto ci viene riconosciuto il diritto legittimo di lottare per l’adozione del Software Libero e dei formati liberi nella Pubblica Amministrazione

Il testo integrale della sentenza si può leggere sul sito dell’associazione o sul sito istituzionale giustizia-amministrativa.it.

Oltre alla gioia per la sentenza (che non è LA vittoria, ma è UNA vittoria), mi fa piacere sapere di aver dato economicamente una mano rispondendo all’appello “Ricorri anche tu!“.

Magari fateci una pensata anche voi :)

Fwd: microeconomie

Sunday, January 28th, 2007

Non conosco Guido Serra di persona: c’è stato un periodo in cui andavo a caccia di opinioni diverse (in effetti lo faccio ancora), per estendere i punti di vista. Come vedevo il blog di qualcuno ci davo una letta. E quello di Guido mi era piaciuto.

Guido sta lasciando (o hai già lasciato?) Milano per tornare a casa sua, da dove era partito. Più o meno quello che sto facendo io, tornando a Torino (che difficilmente considero una metropoli).

Penso quindi di indovinare il motivo della sua domanda, domanda che mi pongo anche io e la cui mancanza di una risposta mi ha sinora trattenuto dal diventare un professionista.

Di recente sono rientrato in contatto con un mio amico, Marco Meinardi, scoprendo la sua neonata azienda, Neagen, ma soprattutto la sua sede, l’Environment Park di Torino.

Al di là della quotidiana esperienza alto atesina (che, soprattutto dopo aver visto lo speech di Maurizio Napolitano all’OpenDay, mi tengo in tasca come possibilità), forse l’Environment Park e l’incubatore di imprese del Poli possono essere una risposta alla sua domanda.

Open source è bello, lo dice l’Ue

Tuesday, January 16th, 2007

Vi suggerisco di dare una letta a questo articolo comparso ieri sulla stampa.it.

L’articolo è tutto interessante, quindi leggetelo fino in fondo.

E se vi manca una spiegazione di come questo sia possibile, leggetevi il libro a corredo di “Revolution OS 2“, dove, fra gli altri, scrive Angelo Raffaele Meo, prof. del Poli di Torino, che ho ripreso in questo mio vecchio post.

PS: sì, lo so. Leggere, leggere, leggere. Che palle! Eh, già… Beh se preferite, c’è sempre la pubblicità.

Linuxday a Torino, Openday a Milano

Monday, October 30th, 2006

Weekend dedicato al Linux Day! Finalmente!

Quest’anno, su invito di un amico, sono andato a Torino, e i ragazzi del Gnug meritano davvero un applauso! Per due motivi:

  1. la location: mi ha fatto un po’ strano trovarmi sotto ad una chiesa, ma scoprire che in pratica è un centro conferenze (quei posti splendidi, con lunghe file di sedie, proiettori, impianto audio, reception, eccetera) è stata un’ancor più piacevole sorpresa!
  2. gli speaker: due fantastici Massimo Tonon e Emiliano Grilli (mi spiace non citare gli altri, ma la verità è che ho partecipato solo a metà evento…).

E la natura degli speaker merita una riflessione: non erano dei tecnici, o meglio, non esattamente degli informatici.

Massimo fa l’architetto e usa software libero per i rendering tridimensionali dei suoi progetti. Emiliano (se ho ben capito) ha uno studio di registrazione e usa software libero per mixare (quella lunga attività che precede la creazione di un disco).

Non sono programmatori, non hanno studiato informatica, non sono geek. Eppure eccoli lì, a spiegarmi vantaggi e svantaggi, trucchi e segreti per sfruttare al meglio i software che usano.

Bello. Perchè finalmente vedo non-tecnici parlare a tecnici. Perchè ora ho le prove che non serve essere geni dell’informatica per usare software libero. Basta essere curiosi. Basta averne l’esigenza. Loro sono persone curiose e per abbattere i costi dei software necessari ad operare nel loro campo sono passati al software libero. Si sa, nelle nicchie di mercato le cose costano più care.

Tornato a Milano in tarda notte (almeno per le F.S.) questo pomeriggio sono andato a Cinisello Balsamo, a Villa Girlanda, con lo scopo di seguire lo speech di Maurizio Napolitano sui GIS. Anche qui, location stupenda e sono stato pure omaggiato di una rivista. Non che sia molto importante, per carità, ma caspita: queste cose non le facevano solo le “grandi” aziende, quelle, per intenderci, che ricoprivano di gadget i ragazzini dello SMAU? No, ora le facciamo anche noi. I tempi cambiano.

Due note particolari su Cinisello.

Ieri (a Torino) ho scoperto che gli italiani sono molto attivi nello sviluppo di software dedicato all’audio. Oggi (a Milano) scopro che siamo leader mondiali nello sviluppo di sistemi GIS. Quindi sommo altre presenze importanti in altri progetti e ne deduco che noi italiani spacchiamo il culo ai passeri! Altro che pochi brevetti = poca innovazione come stasera ha detto il TG1.

Ma il TG1 lo perdono. Perchè ieri hanno fatto pubblicità al Linux Day! E ne ho visto gli effetti! Stavo uscendo da Villa Girlanda e una famigliola stava entrando, forse per una passeggiata nello splendido bosco/giardino che la circonda: passo oltre e un metro dopo sento la mamma dire “Ah! Ma c’è il Linux Day! Hanno fatto un servizio ieri…“.

Sì!! Così!!

Consultazione pubblica

Monday, October 9th, 2006

Alla fine del mese di Settembre, il ministro Luigi Nicolais, successore di Lucio Stanca, in preparazione del Forum sulla Governance di Internet, ha avviato una consultazione pubblica.
Istituito un comitato (presieduto da Stefano Rodotà), sono stati redatti 4 documenti (”liberta’ di espressione”, “sicurezza”, “rispetto delle diversita’”, “accesso per tutti”) ed stato chiesto ai cittadini di inviare dei contributi.
La consultazione è aperta fino al 22 Ottobre. Per stimolarvi a inviare il vostro contributo, vi allego il mio.

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Egregi membri del comitato,

condivido i pensieri espressi nel documento “Openness” a proposito dei vantaggi economici dell’adozione del software libero, ma ritengo che essi non si fermino affatto al solo costo delle licenze. La sua adozione da parte della pubblica amministrazione ha consueguenze più estese, riguardanti l’economia e la qualità del servizio infine offerto.
Cercherò di delineare queste conseguenze.
Non volendo parlare specificatamente dell’Italia, nel riferirmi ad entità nazionali intenderò entità italiane ed europee (nel nostro caso) e generiche entità nazionali (in tutti gli altri casi).

La prima conseguenza parte dal presupposto che la modificabilità ed adattabilità del software libero rispetto al software proprietario aumenterebbe il numero di player sul mercato: gran parte di questi player avrebbe natura nazionale, dipendentemente dall’entità del progetto commissionato.
Pertanto il flusso di denaro necessario alla realizzazione/installazione/manutenzione del software assumerebbe la forma di un cerchio, dove il punto di partenza e di fine sarebbero entrambi le casse della nazione committente.
L’entità nazionale commissionata, infatti, verrebbe pagata dalla pubblica amministrazione nazionale. Tale azienda pagherebbe i propri dipendenti i quali, tramite le tasse, porterebbero il denaro nuovamente nelle casse dello stato.
Ciò delinea uno scenario in cui la nazione committente non solo sta risparmiando sul costo delle licenze ma sta effettivamente distribuendo ricchezza ai propri cittadini, finanziando il proprio stesso bilancio.
Al contrario, l’uso di software proprietario, per la situazione attuale del mercato, costringe la nazione committente ad impiegare grosse somme di denaro di cui solo una minima parte rimane all’interno dei confini nazionali: un costo superiore ed un ritorno minimo in termini di tasse.
Questo tema è stato meglio sviluppato [1] dal Prof. Angelo Raffaele Meo, del Politecnico di Torino.

La seconda conseguenza riguarda la qualità del software, in tutte quelle situazioni in cui non è prevista solo una fornitura di prodotti finiti ma anche una vera e propria implementazione.
La vicinanza geografica con l’entità nazionale, commissionata di tale implementazione, permetterebbe alla nazione committente di seguire molto più da vicino lo sviluppo del software richiesto (sia esso un componente originale o un’adattamento di una funzionalità esistente), guadagnando un maggior controllo sul suo sviluppo e maggiori possibilità di modifiche in corso d’opera. Se a questo uniamo la già citata opportunità di modifica del software libero, le probabilità che ciò accada sono positivamente numerose, a tutto vantaggio della qualità del prodotto finale.

I miei più sinceri auguri di buon lavoro ai membri del comitato.

[1] Dal libro “Revolution OS II”, pag. 47, “Software libero: un’opportunità per il paese”

Petizione per il software libero nella PA

Wednesday, July 12th, 2006

Ottima iniziativa dell’Hacklab di Caserta!

Una lettera aperta ai nostri ministri affinchè adottino il software libero ANCHE per ridurre la spesa in software e sistemi che ogni anno affligge le casse statali, qualcosa di simile a 900 milioni di euro!

Se almeno quei soldi finissero nelle mani degli italiani, invece che finire in america o in qualche altro paese extraeuropeo…

Firmate la petizione!: la lettera verrà stampata e inviata il 20 luglio!

http://81100.eu.org/petizione/